martedì 19 febbraio 2008

ASSOCIAZIONISMO ANTITESI DEL BULLISMO

Il problema del bullismo in città è ormai un dato di fatto. Si susseguono con ritmo sconcertante soprattutto in questi ultimi mesi atti che denotano questo disagio giovanile. In che modo la città sta rispondendo? In che modo le istituzioni stanno intervenendo? Andando ad analizzare la situazione di Civitavecchia, ci accorgiamo come la nostra città deficita di strutture atte a soddisfare esigenze giovanili, ma certamente questa è una mancanza che da almeno 27 anni (tempo a cui io posso far riferimento) si riscontra. Mi chiedo allora perché soltanto adesso ci si trova davanti ad una situazione simile? Credo serva un analisi approfondita, più tosto che individuare banalmente il problema con la sola mancanza di strutture. Mi sento comunque di dire che in città al livello giovanile qualcosa si è sempre mosso, anzi spesso associazioni laiche, religiose, gruppi costituiti, gruppi musicali, teatrali, di animazioni, e molti altri cercano arrangiandosi, e spesso a proprie spese, per dare il proprio contributo nel tentativo di migliorare questa situazione. A malincuore, troppo spesso, durante gli anni passati, le istituzioni hanno deciso di non prendere in considerazione molte di queste realtà! Chissà; forse per amicizia, forse per questioni politiche, forse per questioni di interessi, o per altri motivi che io non conosco, soltanto alcune venivano premiate e aiutate, ed altre (la maggior parte) scartate e destinate a proprie spese ad andare avanti. La mia idea è che anche dalle attività dei cittadini stessi possa iniziare un cambiamento che dia il via all’eliminazione del bullismo. L’Associazionismo molte volte bistrattato dalle alte sfere dirigenziali locali può innescare un meccanismo duraturo nel tempo non dovendo tener conto di elezioni cambiamenti di giunte e rivoluzioni di partito. La città ha un tesoro che vive, che lavora, che si da fare, ma che spesso viene nascosto, e non aiutato ad esplodere. Molti ragazzi avrebbero piacere di partecipare alle attività proposte dall’associazionismo cittadino, ma non ne sono a conoscenza, causa l’impossibilità delle stesse associazioni di divulgare e realizzare i propri progetti, e le ragioni sono la mancanza di spazi e di possibilità economiche (che risulterebbero minime in un ottica finanziaria territoriale). Faccio allora appello alle a tutte le associazioni culturali a coloro che ne fanno parte e a tutti coloro che ne sono interessati -Incontrateci, scopriteci, aiutateci- così che noi possiamo incontrare scoprire ed aiutare altri giovani come noi e forse impegnandoci con loro nelle nostre sane attività potremmo evitare che altri ragazzi possano interrompere funzioni religiose devastare parchi, distruggere lampioni, commettere crimini, per poter così costruire una città bella, utile e civile.



LOFFARELLI PATRIZIO


ASSOROSSOENERO@LIBERO.IT